La nave barcolla

Il mondo ti cambia, ti trasforma e non sempre in meglio.

Ogni giorno combatto contro me stesso per non farmi trascinare laddove rintana la mediocrità, con forza cerco di fare qualcosa in più per fare la differenza, il problema è che spesso non ce la faccio, mi sento schiacciato e appiattito dalla quotidianità che costantemente, soprattutto la sera, nel letto quando tutto tace, mi ricorda che non ho fatto, durante il giorno, il necessario per realizzare i sogni. Questi ultimi devono essere visti solamente come degli obbiettivi a lungo termine che con sacrificio e dedizione si può pensare di conquistare. E non parlo del basket, dove sto dando tutto, ma del resto.

Ogni giorno combatto per difendere quelli che sono i miei valori portanti, ma mi accorgo sempre di più che molti se ne approfittano. Devo crescere, sto cercando di fare mio il meglio degli altri, ma ogni tanto mi capita di dover usare altre armi, forse contro i miei principi ma al fine di contrastare le ingiustizie che ogni giorno sono protagoniste in ogni luogo, dal supermercato alla strada agli stadi. Non possiamo stare in silenzio quando c’è mancanza di rispetto e razzismo, non possiamo lasciare che la paura del più forte causi omertà. Non si tratta di essere moralisti ma preferisco essere definito in tal modo piuttosto che vedere il male vincere.

Ho comunque paura che quello contro cui combatto stia cambiando anche me e non è facile perchè lo so, il difficile arriverà ora che la nave sta barcollando.

Capisco di essere un esempio per molti e non mollerò nonostante tutto, non mollerò mai.

Voglio essere decisivo per un mondo migliore, voglio essere decisivo per un “io”migliore.

LittlesNation

rumori quotidiani

Rumori nella veranda quotidiana,

una moderna televisione che da vita ad una radio,

via vai di individui che, con sistematica ripetitività,

attuano i soliti dialoghi e le solite consuetudini,

lampade che, dall’accensione del riscaldamento mattutino,

ruotano fischianti fingendosi nel dì di festa,

commessi che, organizzando il vivacissimo bar,

dimenticano il caffè, per poi beccarsi uno contro l’altro,

veicoli addormentati diretti al lavoro che si svegliano al suono dei clacson,

voci frastuonanti che impossessate di banalità spariscono nel vento,

oggetti rimbalzanti che rimbalzano e rimbalzano ancora senza mai smettere,

fresche parole che fanno fatica ad unirsi tra loro creando un pandemonio,

ancora sassi rimbalzanti che certe volte rimbalzano più in alto,

ancora giovani discorsi che tali fanno fatica ad essere.

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L’inizio non è una croce

Gli aspetti primari che troviamo al nostro arrivo nel mondo: una famiglia perfetta, i luoghi di pace, le scelte azzeccate dei genitori o di chi ci cresce  assumono un ruolo decisivo nella costruzione del foglio bianco che, su discrezione, potremo colorare . La mancanza di una delle tipicità positive sopracitate implica partire da un foglio sporco perciò fatica, sofferenza e coraggio, ma non può essere questo motivo di sconfitta e arresa. Vige invece  l’obbligo di lottare per uscire dalla situazione primordiale negativa.    Ecco perciò la nascita di due distinti fogli, uno sporco ed un uno bianco. Due situazioni embrionali differenti aventi stessa ambizione ma per scopi differenti: chi per il desiderio di uscire dalle difficoltà nate per colpe non proprie e chi per il desiderio di non accontentarsi del piatto già caldo e servito sul tavolo.

Il Foglio Bianco
Le varie personalità si esteriorizzano di fronte ad un foglio bianco. La diversificazione dei caratteri porta inevitabilmente ad una reazione che può chiaramente dirci chi siamo.
Conosco persone che di fronte ad una pagina intonsa vedono un qualcosa che nessuno ha rovinato, che non deve essere deturpato ma conservato. 
In molti non hanno il coraggio di modificare quella presunta perfezione, chi per paura dell’avvenire e chi per appagamento.
Altri, pochi, vedono nel bianco mille potenziali colori.
Dentro di loro è norme il desiderio di creare, la voglia di iniziare a colorare, la sana presunzione nel voler sporcare quel bianco con il loro inchiostro generando bellezza.
In fondo questo mondo è bello proprio grazie alle infinite tonalità con cui il nostro futuro può essere dipinto.
Non accontentatevi di ciò che avete trovato, sognate in grande.

Il foglio sporco
Non tutti hanno la fortuna di ritrovarsi un bellissimo foglio bianco alla scrivania sul quale poter immaginare infiniti colori.
Molti, per colpe altrui o proprie, sono costretti ad affrontare le difficoltà di un foglio che di bianco non ha neanche il ricordo.
Bagnato dalla pioggia, insanguinato dal coltello, abbandonato sulle rotaie della sfortuna. Circondato da un ambiente ostile che portandoti sulla cattiva strada, ti nega un futuro facile, impedendoti di diventare chi vorresti diventare.
Che soddisfazione sarà coprire le macchie incise su quel pezzo di carta con sogni e ambizioni, che emozione sarà riuscire a colorare un foglio davanti al quale molti si arrendono. 
Certo, le complessità saranno molte e i tentativi saranno così tanti da farti quasi rinunciare alla lotta, tu non arrenderti. 
Prendi quel foglio con le mani senza paura di sporcarti, chiudi gli occhi e disegna, disegna un futuro dove le rotaie costruite da te ti aiutano ad arrivare al tuo obbiettivo, dove il coltello non è il male ma, ti protegge da esso, dove la pioggia disseta la tua penna. 
Ricorda: nessun foglio sporco potrà mettersi tra te ed i tuoi desideri. 

Littles Nation

Matteo Piccoli

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