Una pistola d’acqua che spara proiettili

La vita è spesso un illusione di felicità,

un vento che non aspetta che le radici siano ben salde,

una mamma che non lascia finire il gioco al suo bambino,

una darwiniana ingiustizia che fa vincere sempre il più forte,

una tempesta dopo la quiete,

una spada nella roccia,

un vestito da sposo strappato,

un frutto appena troppo lontano per essere raccolto,

un effimero riconoscimento mai dichiarato,

una pistola d’acqua che spara proiettili.

LittleNation 01-12-17

Se vi va potete andare a leggere altri articoli sul mio blog: Rido alla faccia delle stelle che non vedo, Agli albori, L’inizio non è una croce

Rido alla faccia delle stelle che non vedo

Mi accendo al buio della stanza,

eccomi li, nudo, ballo mentre rido, rido così forte che quasi tutto mi scappa dalle mani.

la stanza è buia e la musica è forte, il battito mi pompa dentro il cuore.

E tutto diventa sentimento, la gioia questa sera prende il sopravvento.

Nessun rimpianto, nessuna colpa, solo strade da seguire, qualche consiglio al me codardo, e un rimprovero al me pigro, e si volta pagina continuando ad evolvere.

Mentre ballo lancio gli occhi fuori dalla finestra, le stelle mangiate dell’inquinamento le puoi solo immaginare, ed è bello anche così, tanto fanno solo notte. Io voglio la luce dell’ignoto, voglio l’energia del mondo non delle stelle.

Io solo in questo mondo a sua volta solo nell’universo.

Che tristi le richieste di aiuto dall’universo,

noi come cittadini del mondo dobbiamo lavorare per rimanere in piedi evitando di farci del male da soli lavorando sul rispetto e la salvaguardia delle regole universali,

io come abitante del mio stesso mondo devo essere a mia volta in grado di rimanere in piedi da solo, qualunque cosa accada lavorando su me stesso, sull’io interiore.

Ebbene si, mi ritrovo su un nuovo tassello di vita e mi sento un po’ a disagio, ma questo è anche il bello di uscire dalla confort zone, sto bene e rido, rido cosi’ forte che capisco di essere felice.

#LittlesNation

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Date un occhio anche agli altri scritti per esempio:

Agli Albori


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Foto di Marco Sali

Agli albori

Gattonavo innocente senza pormi domande,

un giorno, cercando di alzarmi, diressi lo sguardo dinanzi a me,

un germoglio colse la mia attenzione,

con la mano vacillante lo raccolsi, mi guardò, appassì.

#LittlesNation

#becomewhoyouare

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Crepe sull’asfalto

Ti abbiamo rapita,

il tuo dolore è ira,

le crepe sull’asfalto del tuo cuore,

le lacrime che annegano la città,

l’ira dei venti contro le case di noi cattivi,

la voglia di riprenderti la tua casa,

oh terra, siamo colpevoli, siamo egoisti,

vigliacchi e vili.

Ora la luna prepara vendetta, e noi inermi,

rimasti senz’aria, non troviamo più riparo sotto l’arbusto.

Non riusciamo a levarci le colpe senza la tua acqua.

Siamo nulla senza te, oh terra, cambieremo…

LittlesNation

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Perchè scrivo ?

Io non scherzo quando dico che vorrei diventare un poeta, una delle mie aspirazioni più grandi è quella di saper scrivere, abilità che naturalmente in questo momento non ho: per esperienza, per mancanza di lessico, per mancanza di vita e di storia..

Non sono ancora pronto ma solamente giocando, come il basket insegna, si può migliorare.

Dopotutto mi sto solo mettendo alla prova e lo sto facendo davanti ai miei occhi e a quelli del mondo, senza paura delle critiche, senza paura di chi mi vede come un povero illuso che pensa di saperci fare. Semplicemente vorrei provare a tradurre nel linguaggio più difficile e forse il meno immediato le emozioni per le quali vivo.

Non è facile scrivere, sei imprigionato in un codice di parole ben definito, circondato da regole, spazi e punteggiatura.. Fondamentale perciò diventa il dover imparare da chi è capace ed ha studiato per questo.

Ovviamente piacerebbe anche a me, un giorno, scrivere un libro ma non per forza questi desideri si devono trasformare in ossessione rovinando la spontaneità dei sentimenti.

Quello che vedo in maniera chiara è che la scrittura sarà una delle protagoniste della mia vita ed è una promessa che faccio a me stesso: continuerò a scrivere, sia che le cose andranno bene sia che esse volgeranno nel verso sbagliato.

La mia ambizione è alta, e lo è già adesso a ventitre anni; sono tantissimi i sogni, come tanta è la forza che esce dal mio cuore e mi spinge a crederci ogni giorno.

Ho la fortuna di avere nel DNA dei geni positivi tramandati dal nonno poeta. Da sempre lo guardo con grande ammirazione: pur avendo iniziato solo a sessant’anni ha composto più di duemiladuecento poesie in italiano e dialetto oltre ad aver vinto anche diversi importanti premi.

Mai sono stato orgoglioso di lui come negli ultimi tempi. Sfortunatamente niente mi faceva pensare a quando avrei sofferto per non aver imparato da lui nel momento in cui avrei potuto. Ora che io sono nelle condizioni di imparare, lui non lo è per insegnarmi motivo per il quale ora soffro. So infatti che mi avrebbe potuto dare tanto e che forse anch’io sarei stato una gioia per lui.

Mi ricordo che sin da quando ero piccolo lui cercava tra noi nipoti una figura che potesse continuare il suo percorso di poeta. Ecco, quella persona sento di essere io.

Sento di essere la sua mano, che adesso trema per il Parkinson e non può scrivere, sento di essere il suo cervello che ora fatica ma prima creava.

Gli avrei potuto rubare qualche segreto come ogni giorno bisognerebbe fare con le persone che ci circondano. Tutti diciamo e sappiamo che la vita è un dare e ricevere. Ma non sempre il ricevere avviene in automatico, e a quel punto bisogna ricercare ed andare prendere ciò che ci serve o che ci potrà servire. Però attenti, perchè quando lo capiamo, il più delle volte è troppo tardi.

Quindi oggi io vi dico: guardatevi attorno, andate alla ricerca di persone che possano darvi qualcosa di nuovo, che siano stimolanti, e non dimenticate che ciò che oggi non vi interessa in futuro potrà essere decisivo.

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L’estate sulle spalle del sognatore.

La lunga estate è ormai alle spalle, il mare ha iniziato e finito le mie vacanze, nel mezzo tanta Varese e tante montagne.

A ventitré anni è proprio quest’ultima ad essere la metà ideale per l’estate.

Lassù, mentre le sfide portano riflessioni, i pensieri esplodono nella natura e la pace diventa follia nella testa sognante.

Con la musica delle ambizioni a scandire le mie giornate, con la gioia di vivere il presente ed essere parte del futuro mi accingo alle solite pagine bianche per rimanere in contatto con il me che verrà, per capire cosa ne sarà stato di quel giovane così sensibile ed ottimista.

E della sua penna blu che parlava con una pessima calligrafia ricorderò l’inchiostro stampato nel tempo immortale.

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In equilibrio sul muro della rivoluzione

Quanto vorrei passare il tempo amando,

mentre vedo le giostre diventare rotonde senza vie d’uscita.

Sto facendo di tutto per non finirci dentro,

per non diventare grande senza aver mantenuto l’innocenza,

restando ragazzo per sempre, con la fiducia nell’uomo,

con il colpo costantemente in canna,

sicuro che ci sarà un obbiettivo da colpire,

con la speranza al pieno del suo verde ,

con i sogni protagonisti delle mie giornate,

con la bellezza del mondo che, seppur ammalato mi regala gioie.

L’ illusione di un futuro grandioso è il fuoco dell’anima,

ma cosa succederà quando la verde foglia appassirà,

quando vedrò i rimpianti allo specchio di fronte a me,

quando piangerò perchè avrò capito di essere uno dei tanti,

quando i miei cari voleranno via ed io,

ricorderò quando in equilibrio sul muro della rivoluzione,

armato di tempo e sentimenti decisi di non rischiare,

quando senza forze tornai a casa con la testa china,

quando al posto di combattere per i miei ideali,

decisi di farmi trasportare dal vento, come un grigio granello di polvere.

 

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Jesi-Ravenna, le nostre Forche Caudine.

Una partita deciderà il nostro destino, nessuna potrà essere la scusa, due le possibilità: i playoff che, dopo una stagione all’insegna della sfortuna sarebbero un grandioso successo di squadra, oppure, in caso di sconfitta ci guarderemo negli occhi, ringrazieremo in nostro pubblico con la consapevolezza di aver dato tutto e con un po’ di rammarico ci scapperà il sorriso di chi non muore mai.

Alla seconda ipotesi io non ci credo. Voglio vincere e così dovrà essere.

Al PalaTriccoli sarà come rivivere l’assalto alle Forche Caudine. Ravenna entrerà e non uscirà, moriremo sul campo, spinti dal popolo sui versanti delle montagne, le nostre armi colorate di arancio-blu confonderanno l’avversario, i nostri leoni ci porteranno a destinazione. Non usciremo sconfitti, nessun rimpianto, fieri di aver dato tutto. Il fondamentale nelle forche caudine è l’effetto sorpresa, saremo in 3000 per un unica missione: difendere casa nostra.

Una battaglia all’insegna della cattiveria sportiva, sempre con il massimo rispetto dell’avversario e di chi arbitrerà.

Affilate la voce, scaldate le armi, vestitevi di arancio-blu, sarà battaglia, battaglia vera, ed i guerrieri in battaglia rispondono presente.

Dalle parole ai fatti, insieme possiamo.

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Pick and Pop: Basket-università 🏀🔭

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Nella pallacanestro un “pick and roll” è uno schema offensivo nel quale un giocatore (detto bloccante) blocca il difensore di chi ha la palla per creargli un vantaggio, a questo punto chi blocca corre verso il canestro (blocca e taglia). La variante detta Pick and Pop risulta nel momento in cui chi blocca non si lancia verso il canestro ma si allarga verso la linea dei tre punti (blocca e si allarga).

Avevo due scelte, o facevo il giocatore di palla al cesto che avrebbe pensato solo a quello, sperando in un futuro inesistente da giocatore milionario oppure, avrei dovuto aprirmi al mondo, conoscere, capire di che materia è composto ciò che mi circonda.

Imparare qualcosa di nuovo ogni giorno, che sia al bar, al palazzetto, per strada o davanti al computer, non mi importa, ma sempre avendo fiducia, senza fermarsi, mai.

Il parallelismo basket-vita nel pick and pop nasce il giorno dopo un esame universitario andato a buon fine. Ho pensato, di rappresentarlo con una metafora, adatta forse solo ai baskettofili.

C’è un primo giocatore che chiameremo “Basket” con la palla in mano, lui ha sempre la palla in mano, controlla il gioco, la quotidianità, è potenzialmente il più bravo a palleggiare e gestire.

Poi c’è un secondo giocatore al quale darò il nome di“Università” (avrei potuto chiamarlo in molti altri modi inerenti al mondo extra pallacanestro), che arriva e risulta decisivo ai fini del risultato: fare canestro nella vita.

Il secondo giocatore infatti dopo aver aiutato il compagno di allarga, apre la propria mente, sgretola i preconcetti che vogliono l’attenzione totalmente rivolta ad una soluzione sola per poter rendere.

Lo schema quotidiano viene modificato, si aprono orizzonti, si creano triangolazioni fondamentali, superando problemi, creandone altri, per poi superarli nuovamente.

Le difficoltà del basket e della vita risiedono in un continuo generarsi di avvenimenti inaspettati ai quali bisogna adattarsi e superare, se non si è pronti a giocare un pick and pop per divincolarsi dalla morsa monotona della quotidianità si rischia di cadere nel banale, con conseguenze catastrofiche per il futuro della partita.

Questo per dire che non posso pensare al basket il 100% del mio tempo, c’è un mondo da conoscere e vivere, grazie a lui posso rendere meglio nel mio attuale lavoro di giocatore “professionista” e correre con entusiasmo nella strada parallela che mi porterà ad essere pronto nel post palla al cesto.

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Vittoria per tutti 🤝

Aldilà della vittoria è stata una serata davvero speciale anche per i ragazzi della Oikos Onlus Jesi.
Ho contattato questa associazione per offrire qualche biglietto in parterre e l’opportunità di passare una serata diversa che potesse essere da stimolo e portare qualche beneficio ai protagonisti della comunità .
Ringrazio la responsabile dell’area giovani Fabiana Gara per aver organizzato l’uscita e il tutore dei bambini con il qualche ho fatto una foto ricordo. (per problemi di privacy non potuta farla, giustamente, con in bambini)
OIKOS offre una risposta immediata ai bisogni del territorio, con particolare attenzione alle dipendenze patologiche, ai minori vittime di maltrattamenti e abusi e alle mamme in difficoltà nel ruolo genitoriale.
Aiutare gli altri rimane un punto cardine della mia quotidianità. 🤜🤛
#LittlesNation #primaluomo #poiilgiocatore

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