Pandemia e pallacanestro: 3 risposte a 3 domande

Ringrazio Anna Mozzi e Pasquale Maria Sansone di Tuttosanita.com per l’intervista sul mio approccio alla pandemia ed alla pallacanestro. Sono inoltre contento che le mie risposte, mandate per iscritto, non siano state in alcun modo alterate.

Come ha vissuto e vive Matteo Piccoli la paura della pandemia ed il disagio legato alle indispensabili misure restrittive?

E’ stato un anno surreale e pazzesco.

Se guardo fuori dalla mia finestra vedo le difficoltà del mondo, dei lavoratori con le ginocchia al suolo, persone sepolte sotto il suolo, che hanno lasciato nella sofferenza i familiari, umani, che chiusi nelle proprie case, hanno perso il controllo, andando incontro a gravi problemi psicologici.

Se guardo il riflesso della finestra vedo un ragazzo di ventisei anni, che non ha preso uno stipendio per più di un anno, che si è fatto tantissime quarantene, che ha avuto per venti giorni, che ha avuto poca vita sociale e sentimentale.

Se invece chiudo gli occhi e mi guardo dentro vedo un anno pazzesco, di crescita esponenziale, di grande felicità interiore e di consapevolezza della propria mente. Quarantene che si sono trasformate in viaggi alla scoperta dell’Io, una forza mentale che, sempre più, ha fatto diventare momenti, potenzialmente drammatici, in opportunità straordinarie. Non posso dire di aver vissuto male durante quest’anno, è come se fossi stato ventiquattro ore al giorno in un campo di pallacanestro, allenandomi per obbiettivi futuri.

Ho trasformato le chiusure (lockdown) in aperture…mentali.

Quante difficoltà la pandemia, la forzata clausura e la confusa gestione politica hanno arrecato allo Sport in generale ed al Basket in particolare?

Le difficoltà logistiche ed economiche hanno messo a dura prova tutte le parti in gioco. Tutti quanti noi, compreso chi ci comanda, ci siamo ritrovati ad affrontare qualcosa di mai affrontato, la bravura sta nel saper pensare con fiducia alle prospettive future, senza farsi abbattere dal presente, lavorando per ipotesi, con flessibilità, perché l’imprevisto è davvero all’ordine del giorno. Certo, sono stati commessi errori da parte di tutti, sia valutativi che operativi. Le criticità sono venute fuori, anche laddove vigevano certezza e supponenza, spero che questo possa essere un grande insegnamento. Questa pandemia, infatti, ha esposto tutti alla precarietà della vita.

Cosa Le hanno insegnato per la vita lo Sport in generale e la Pallacanestro in particolare?
Gioco a pallacanestro dalla prima elementare, è chiara l’influenza che essa ha avuto nella mia vita. I valori dello sport di squadra si incastrano con quelli dell’individuo in quanto soggetto autonomo, e con quelli del contesto familiare e sociale che hanno un peso enorme anche sul “come” affrontare i numerosi stimoli che lo sport produce. Nel mio caso l’attività fisica, sotto il nome di pallacanestro, è, sia il mio lavoro, sia lo strumento principale riempitivo del libro dell’esperienza, che tanto Leonardo considerava importante. Questo sport mi ha fatto conoscere persone, modi, città, culture, sofferenze, gioie, soddisfazioni e delusioni, è il mio campo di apprendimento. Detto ciò, cerco di guardare il tutto anche con una visione distaccata, per poter percepirne dettagli difficilmente percepibili dall’interno.  

Cosa sto facendo?

Per ora sono passati 368giorni dalla mia ultima partita di pallacanestro, vissuti comunque con grande entusiasmo, in costante crescita, come uomo e come giocatore. Da settembre mi sto “solo” allenando con la Pallacanestro Varese e, per un varesino come me, rimane qualcosa di speciale. Questo palazzetto respira storia e ora, nel mio minuscolo, ne faccio parte.
Oltre agli allenamenti con la squadra mi sono allenato da solo, per ore, soprattutto dopo i 20giorni di Covid19. Fuori dal campo ho pensato molto a come poter diventare la migliore versione di me, senza diventare ciò che il mondo vorrebbe diventassi. Spesso solo, spesso combattuto, ma con grande ottimismo e gioia in ogni secondo, perché se ti poni domande la vita diventa un bellissimo campo d’allenamento.
E se a 25anni mi posso permettere di non avere uno stipendio da così tanto tempo è grazie alla mia famiglia che ha lavorato tutta la vita per proteggere me e mio fratello anche da queste eventualità.
Non crediate che io stia aspettando passivamente la chiamata decisiva del mio agente, non è così, sto affrontando, mangiando le giornate, tutti i santi giorni, svegliandomi presto, leggendo, lavorando da mio padre come agente immobiliare, scrivendo, insultandomi da solo, perché non faccio abbastanza, cercando di capire gli errori, senza mollare un centimetro. Non preoccupatevi per me, in questo bellissimo mondo sto bene, però certo se una squadra mi chiamasse sarebbe più simpatico.

Matteo Piccoli

L’NBA si ferma per combattere il razzismo.

Vedo un disegno di frenetica quotidianità, dove le vite sono in preda alla passività di mente. Sembra che tutti facciano cose, ma nessuno in realtà si sta muovendo. Sembra che tutti parlino, ma nessuno sa di cosa.
Se ci fermassimo a riflettere non sarebbe una perdita di tempo, ma l’unico modo per tendere all’immortalità.
D’altronde continueranno a correre solo le idee e i valori quando il corpo si fermerà.
L’unico modo per essere decisivi è pensare differente e non subire immobili il moto perpetuo dell’ignoranza.

Littles Nation

Una delle settimane più intense della mia vita. 😔🙂

Sto crollando, proprio ora, dopo una delle settimane più intense della mia vita.
Sto piangendo, versando tutto: dolore e gioia. Fuori, il temporale, ha capito ciò che ho dentro e invade di malinconia e lacrime la Val di Fassa.
Non so neanche da dove partire, soprattutto perchè il tutto è iniziato il giorno prima della partenza per il Gazzetta Summer Camp quando mio nonno, dopo una lunga battaglia contro il Parkinson, ci ha lasciati davanti ai nostri occhi.

Non ho speso una lacrima quel giorno, dovevo essere forte, per mia madre, mio fratello, mia zia e tutti quanti, il sole picchiava, il caldo (quasi quaranta gradi) controllava umori instabili ed energie ormai all’osso. Erano le 4 del pomeriggio circa e il mattino seguente sarei venuto a lavorare qua a Canazei-Campitello.
Sapevo mi sarei perso il funerale ma, decisi di partire comunque, il nonno avrebbe voluto così, ne sono certo.
Alle 6:30 di mattina parto da Varese con il pulman e, dopo un lungo e surreale viaggio, eccomi a destinazione.
Al camp erano presenti persone da tutta italia: 700 ragazzi e 140 addetti dello staff.
Il mio ruolo sarebbe stato quello di tutor e tecnico insieme ad altre 5 persone, più grandi ed esperte di me, nel camp di Alta qualificazione di pallacanestro al quale nello specifico hanno partecipato circa 40 ragazzi. I miei “colleghi” per l’occasione: Massimo Bulleri, Giacomo Galanda, Pierluigi Brotto, Gianni Cedolin, Fabrizio Richichi , Alessandro Colombi e Paolo Zocchi sono stati incredibili aiutandomi ogni volta ne avessi bisogno, affascinandomi con la loro esperienza e capacità . Mi hanno accolto, ascoltato ed apprezzato. Mi sono sentito protagonista di un qualcosa di importante e per questo li ringrazio, è stato eccitante lavorare con loro. Per uno che da grande vorrebbe fare l’allenatore è stata una iniezione di adrenalina e conoscenze..
In qualità di tutor mi è stato consegnato un gruppo di 12 ragazzi (17-18 anni) con i quali ho lavorato sul campo, tutta la settimana per 6 ore al giorno ovunque: in palestra, all’aperto, sotto il sole, cercando, insieme agli altri tecnici, di consegnare loro nozioni tecniche e di vita che potessero fare la differenza nel loro futuro.
Purtroppo però, all’alba del terzo giorno, ricevo dal papà la notizia che, verso le due e mezza di notte, anche la nonna ha gettato la spada per terra, terminando la lunga e coraggiosa guerra contro il tumore.
Come nei migliori film tragico-romantici è volata via appena qualche giorno dopo il nonno, concludendo la vita assieme come forse entrambi avevano sognato in gioventù.
Era quindi la seconda mazzata della settimana, che avrebbe potuto distruggermi mentalmente, invece no, grazie a questi dodici ragazzi ho davvero vissuto con il sorriso tutta la settimana. Tra cori, gelati, strudel e condivisione è diventata una delle più belle esperienze della mia vita. Una quantità indefinita di emozioni contrastanti che hanno invaso la settimana rendendola unica. Ho trattenuto le lacrime, non avrei potuto rovinare l’esperienza ne a loro ne a me stesso.
Ma nessuno ha davvero idea di quanto sia stata pazzesca per me questa avventura di appena una settimana che, probabilmente, in qualche modo, mi ha cambiato la vita.
Ora però, mentre fuori diluvia, io piango, perché domina la malinconia, tutto è finito e non tornerà, piango perché i miei nonni non ci sono più, piango perché so che ho lasciato qualcosa a questi ragazzi, piango perché il #GruppoAcqua mi ha lasciato qualcosa, piango perché #MatteoOnThree, piango perché vi voglio bene e non pensavo sarebbe stato così bello.
Sono triste, sono felice.
Grazie Stefano, Leonardo, Alessandro, Riccardo, Riccardo, Dario, Lorenzo, Ivan, Francesco, Damiano, Pietro, Clelia.
Grazie ad Antonio Foti e alla sua Sports Promotion, grazie alla Gazzetta dello Sport , grazie a Claudio Lesica e a tutto lo staff per aver organizzato questa edizione del Gazzetta Summer Camp, siete stati dei fuoriclasse.
Scrivo a caldo perché non voglio essere condizionato dal tempo e ritrattare i miei sentimenti di questo momento perciò perdonate le autentiche iperboli.
Alla prossima?

#LittlesMentality #primaluomo #poiilgiocatore

#LittlesNation

Piacenza 2.0 ⚪🔴🔵

Per la mia quinta stagione in A2 ripartirò da Piacenza, quella bianca, rossa e blu.
Il rinnovo è stato sin dal primo momento la mia priorità, il progetto Assigeco infatti sta diventando sempre più interessante e sarà affascinante farne parte.
Nel mio primo anno abbiamo fatto cose importanti avvicinando sempre più persone alla squadra e di questo ne vado davvero fiero, ora che l’asticella verrà alzata saranno ancora più determinanti .

Difesa, energia e cuore diventeranno le basi per costruire una squadra efficace ed una stagione vincente.
Non vedo l’ora di riabbracciarvi tutti.
Il bello deve ancora venire…
Forza Piacenza
#LittlesNation #LittlesMentality #14 #AssigecoPiacenza #A2

Ucc Assigeco Piacenza 2018/19

Le 3800 persone al PalaBanca per il derby di Piacenza, il crescente numero di tifosi che ci ha seguito durante la stagione, il rispetto profuso dai nostri sostenitori verso quelli avversari, la salvezza anticipata, i playoff sfiorati, le vittorie prestigiose, gli obbiettivi raggiunti, la crescita tecnica personale, la società sempre accanto alla squadra, i compagni fantastici, lo staff pieno di entusiasmo, i sorrisi, le risate, la pasta al pesto, l’hamburger, il baffo, la mezza barba e i tiri da metà campo hanno reso insieme a tutto l’extra-pallacanestro questa stagione davvero speciale e piena di stimoli.

Si, forse potevo e potevamo renderla eccellente, ma non sempre si può raggiungere tutto e subito.
L’importante è godersi il viaggio, e noi l’abbiamo fatto.
Trust the process
Trust the LittlesNation

#LittlesNation #Blog

Non perdetevi i prossimi post, nel frattempo se volete 
ecco i link dei post più recenti sul mio blog:
Non svegliatemi ora
Una pistola d'acqua che spara proiettili
Rido alla faccia delle stelle che non vedo
Agli albori
Rumori quotidiani

Non svegliatemi ora. 🏀

Svegliatemi quando tutto questo finirà, quando non sarò più circondato da persone che farebbero tutto per me, quando non sarò più idolo di nessuno. Quando non vedrò più la gioia delle persone che apprezzano la mia passione. Quando un mio piccolo gesto perderà il suo grande valore. Quando il mio lavoro resterà solo un divertente hobby. Svegliatemi solo quando avrò perso tutte le mie battaglie, solo quando mi vedrete senza energie, speranza e gioia. Wake me up when it’s all over, ma per ora lasciatemi sognare, lasciatemi vivere questo sogno bellissimo..
#LittlesNation #14 #LittlesMentality

2THOUSand18 auguri dalla LittlesNation

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Da Varese a Jesi passando per le vacanze tra il mare ligure, la montagne trentine e il matrimonio dei Venucci, poi Piacenza e in un attimo è già passato un anno pieno di vita e soddisfazioni. Nuove amicizie, nuove rivalità, tante emozioni e alcune delusioni hanno reso stimolante ogni mai banale giorno. L’età mi ha obbligato a timbrare con gioia ogni giorno il cartellino ed entrare nel processo di crescita caratteriale e di conoscenze. Per chi mi vive da più tempo è meno difficile notare quanto io desideri mantenermi in continua metamorfosi: smussando alcuni angoli un po’ appuntiti pur mantenendone affilati altri intoccabili.

Il lavoro mi ha permesso di incontrare persone nuove, di farmi conoscere in giro per l’Italia come giocatore ma soprattutto come uomo; ho cercato di essere di esempio per i più piccoli ma non solo; ho cercato di captare consigli utili dai più grandi ma non solo.

La sensibilità mi ha portato alcune volte ad essere in bilico tra gioia e dolore, ma fortunatamente mai indifferente verso il mondo che mi circonda. Non riesco ad essere troppo egoista, anche se forse sotto alcuni aspetti ne avrei potuto trarre beneficio. Non riesco ad essere troppo altruista perché l’ambizione è tanta, perché l’io in alcuni casi è giusto metterlo davanti, perché per essere di aiuto devo resistere a tutto, tornando a casa, nel mio Mondo ignorando gli attacchi del mondo.

Avrei potuto scrivere, imparare, studiare e leggere di più, mi sarei potuto divertire di più,, avrei potuto viaggiare di più, cercare un relazione seria, vivere maggiormente il presente, essere più utile per il prossimo ma la verità è che nonostante tutto non mi sono mai tradito, sono stato sempre me stesso in ogni situazione, forse troppo buono, forse certe volte un po’ noioso altre troppo ironico ma alla fine cosa conta veramente?

Conta che mi ritrovo davanti allo specchio con gli occhi aperti e rido perchè vivo e sono felice, perché nonostante manchi qualcosa so che la mia vita sarà poesia e non prosa.

Sperando che il prossimo anno sia bello almeno quanto questo 2018.

Auguri dalla #LittlesNation

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Nella stagione 18/19 giocherò a…

Dopo tre fantastiche stagioni nel centro Italia, due delle quali a fianco del guerriero di Capestrano a Chieti e una alla corte di Federico II a Jesi verrò riaccolto dal nord.
Sarà infatti Piacenza, sponda Assigeco la mia nuova casa per la prossima stagione di A2.
L’energia e la fiducia trasmessa da GM e Coach mi hanno indirizzato subito verso questa scelta.
Sono davvero carico e non vedo l’ora di partire.

#LittlesNation

JESI, la guerra insieme è finita

Non sarà il Palatriccoli la mia casa nella prossima stagione.

La società, anzi direi, il comandante della squadra ha deciso di uscire dal contratto, rinunciando alla mia spada che non fa del talento la sua forza ma della voglia, della difesa, della determinazione, del rispetto una missione di vita, .

Il sangue sullo scudo tenuto per un anno intero a difesa dei vostri colori mi rimarrà nel cuore, è stato bellissimo vedere il vostro sguardo quando vi caricavo, la più grande vittoria è stata quella di riuscire a trasmettervi un po’ di ciò che sono con la #LittlesMentality, ho apprezzato il rispetto e l’abnegazione con la quale i ragazzi della curva ci hanno trascinati durante la stagione, anche nei momenti più faticosi e complicati.

Le soddisfazioni, che condivido con tutti i miei compagni sono quelle di aver riportato entusiasmo intorno al basket, di aver raggiunto dopo 10 anni i playoff, di aver capito cosa, voi Jesini, volevate vedere da noi che eravamo in campo.

Niente però paragonato alla gioia di essere rimasto sempre fedele ai miei principi di uomo, nonostante i momenti di difficoltà causati dalla grande distanza, forse eccessiva, di caratteri e valori con il mio comandante, che comunque ringrazio davvero per avermi innanzitutto sopportato e poi per averci portati a quei risultati così storici.

La caratteristica terribile del nostro lavoro di giocatori professionisti è che, per un anno, crei rapporti, condividi momenti , gioie e dolori poi, tutto finisce, i fili si sfibrano i rapporti alla distanza si affievoliscono per lasciare spazio a molta malinconia.

Restano i ricordi indelebili di grandi persone nel contesto società e non solo: dovrei fare un elenco lunghissimo e non è il caso ma, prometto che manderò un messaggio personale a tutti.

La città, gli Jesini e l’Aurora con in prima linea Altero Lardinelli e Federico Ligi che mi hanno accolto in maniera egregia, mi hanno permesso di abbinare lo studio al basket, la crescita del bagaglio di conoscenza con il lavoro, mi hanno trattato benissimo venendo incontro alle mie esigenze e per questo li ringrazio davvero.

Ho dato alcuni esami di Economia, ho approfondito e imparato molti argomenti di vario genere, sono diventato volontario della Croce Rossa , ho aperto un blog, ho visitato alcuni luoghi bellissimi delle Marche, ho imparato a sopportare situazioni difficili da sopportare, ho scritto molto, ho sognato, ho letto, ho riso, ho pianto, ho sbagliato, ho lottato, sono stato in silenzio, ho parlato, ho perso, ho vinto, ho amato.

Ma la cosa più bella è che ho VISSUTO.

Sappiate che da guerriero, quale sono, farò di tutto per far capire a chi non mi ha confermato che il meglio doveva ancora venire, che vincerò perchè sono destinato a vincere, che forse si sono sbagliati e che non tutto ciò è bello da ubriachi è bello anche da sobri.

Auguro il meglio alla città e alle persone fantastiche che ho avuto l’onore di incontrare, non dimenticherò il vostro affetto e chissà il futuro magari ci rivede assieme a sognare con la stessa maglia. I social ci permetteranno di rimanere in contatto, vi voglio bene.

L’uomo prima, il giocatore poi.

Continuate però a seguitemi su intagram, ecco il link —- Matteo Littles Piccoli

#LittlesNation #LittlesMentality