Playoff a Jesi dopo 10 anni, siamo parte della storia.

Servivamo noi, con i nostri difetti ed i nostri pregi, servivano gli infortuni che ci hanno obbligato a cambiare mentalità, serviva il popolo jesino presente in tutte le trasferte, serviva l’urlo dei 2509 spettatori di stasera per riconsegnare a questa città i playoff che mancavano da 10 anni, troppi.

Giusto così, annullata la componente sfortuna che più volte ha deciso di farci visita durante la stagione, una ricompensa per chi ha combattuto sul dal primo giorno e per chi ha lavorato nell’ombra per rendere il nostro “lavoro” più facile ed efficace.

Per i sacrifici, i cambi di ruolo, le ginocchia sbucciate, il sangue sul parquet, la pazzia, la gioia, il dolore, lo sguardo cattivo, la resilienza, la rinascita, l’amore, la mente aperta, la guerra sportiva, i feeling mancati, la crescita, il 14, la LittlesNation.

E non è ancora finita, ora abbiamo i playoff da vivere, insieme, fino alla fine con il sorriso e la consapevolezza di quello che siamo e che abbiamo fatto.

Quando le nuvole nascondono le stelle, e la pioggia decide di colpirti, tu vola, vola alto, sopra tutto e tutti perchè solo così alla fine vincerai.

#LittlesNation

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Jesi-Ravenna, le nostre Forche Caudine.

Una partita deciderà il nostro destino, nessuna potrà essere la scusa, due le possibilità: i playoff che, dopo una stagione all’insegna della sfortuna sarebbero un grandioso successo di squadra, oppure, in caso di sconfitta ci guarderemo negli occhi, ringrazieremo in nostro pubblico con la consapevolezza di aver dato tutto e con un po’ di rammarico ci scapperà il sorriso di chi non muore mai.

Alla seconda ipotesi io non ci credo. Voglio vincere e così dovrà essere.

Al PalaTriccoli sarà come rivivere l’assalto alle Forche Caudine. Ravenna entrerà e non uscirà, moriremo sul campo, spinti dal popolo sui versanti delle montagne, le nostre armi colorate di arancio-blu confonderanno l’avversario, i nostri leoni ci porteranno a destinazione. Non usciremo sconfitti, nessun rimpianto, fieri di aver dato tutto. Il fondamentale nelle forche caudine è l’effetto sorpresa, saremo in 3000 per un unica missione: difendere casa nostra.

Una battaglia all’insegna della cattiveria sportiva, sempre con il massimo rispetto dell’avversario e di chi arbitrerà.

Affilate la voce, scaldate le armi, vestitevi di arancio-blu, sarà battaglia, battaglia vera, ed i guerrieri in battaglia rispondono presente.

Dalle parole ai fatti, insieme possiamo.

#LittlesNation ©

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Pick and Pop: Basket-università 🏀🔭

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Nella pallacanestro un “pick and roll” è uno schema offensivo nel quale un giocatore (detto bloccante) blocca il difensore di chi ha la palla per creargli un vantaggio, a questo punto chi blocca corre verso il canestro (blocca e taglia). La variante detta Pick and Pop risulta nel momento in cui chi blocca non si lancia verso il canestro ma si allarga verso la linea dei tre punti (blocca e si allarga).

Avevo due scelte, o facevo il giocatore di palla al cesto che avrebbe pensato solo a quello, sperando in un futuro inesistente da giocatore milionario oppure, avrei dovuto aprirmi al mondo, conoscere, capire di che materia è composto ciò che mi circonda.

Imparare qualcosa di nuovo ogni giorno, che sia al bar, al palazzetto, per strada o davanti al computer, non mi importa, ma sempre avendo fiducia, senza fermarsi, mai.

Il parallelismo basket-vita nel pick and pop nasce il giorno dopo un esame universitario andato a buon fine. Ho pensato, di rappresentarlo con una metafora, adatta forse solo ai baskettofili.

C’è un primo giocatore che chiameremo “Basket” con la palla in mano, lui ha sempre la palla in mano, controlla il gioco, la quotidianità, è potenzialmente il più bravo a palleggiare e gestire.

Poi c’è un secondo giocatore al quale darò il nome di“Università” (avrei potuto chiamarlo in molti altri modi inerenti al mondo extra pallacanestro), che arriva e risulta decisivo ai fini del risultato: fare canestro nella vita.

Il secondo giocatore infatti dopo aver aiutato il compagno di allarga, apre la propria mente, sgretola i preconcetti che vogliono l’attenzione totalmente rivolta ad una soluzione sola per poter rendere.

Lo schema quotidiano viene modificato, si aprono orizzonti, si creano triangolazioni fondamentali, superando problemi, creandone altri, per poi superarli nuovamente.

Le difficoltà del basket e della vita risiedono in un continuo generarsi di avvenimenti inaspettati ai quali bisogna adattarsi e superare, se non si è pronti a giocare un pick and pop per divincolarsi dalla morsa monotona della quotidianità si rischia di cadere nel banale, con conseguenze catastrofiche per il futuro della partita.

Questo per dire che non posso pensare al basket il 100% del mio tempo, c’è un mondo da conoscere e vivere, grazie a lui posso rendere meglio nel mio attuale lavoro di giocatore “professionista” e correre con entusiasmo nella strada parallela che mi porterà ad essere pronto nel post palla al cesto.

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Vittoria per tutti 🤝

Aldilà della vittoria è stata una serata davvero speciale anche per i ragazzi della Oikos Onlus Jesi.
Ho contattato questa associazione per offrire qualche biglietto in parterre e l’opportunità di passare una serata diversa che potesse essere da stimolo e portare qualche beneficio ai protagonisti della comunità .
Ringrazio la responsabile dell’area giovani Fabiana Gara per aver organizzato l’uscita e il tutore dei bambini con il qualche ho fatto una foto ricordo. (per problemi di privacy non potuta farla, giustamente, con in bambini)
OIKOS offre una risposta immediata ai bisogni del territorio, con particolare attenzione alle dipendenze patologiche, ai minori vittime di maltrattamenti e abusi e alle mamme in difficoltà nel ruolo genitoriale.
Aiutare gli altri rimane un punto cardine della mia quotidianità. 🤜🤛
#LittlesNation #primaluomo #poiilgiocatore

http://www.oikosjesi.it

2- Il “game day” 🏀📅

Questo è un giorno davvero diverso dagli altri, sono ore di attesa, dopo una settimana di preparazione, un misto tra scaramanzia, rituali e totale concentrazione.

Partita in casa (Jesi) sveglia ore 8:39, colazione al bar fidato, gazzetta, cappuccio al ginseng ed una brioche salata al prosciutto. Alle 10 tutti pronti, si riguardano gli schemi degli avversari, i coach illustrano gli ultimi dettagli prepartita, la domenica mattina non si corre, solo un po’ di tiro a canestro ed infine doccia.

Pranzo sempre molto presto quando devo giocare, ore 12:15 gli spaghetti sono cotti, aggiungo pesto e formaggio, ci siamo.

Un esame in vista mi obbliga a studiare un po’ prima dell’oretta di sonno pomeridiana pre partita. Dopo una merenda a base di miele, banana e yogurt si vola al palazzetto (2 ore prima).

Solitamente sono il primo ad arrivare al palazzetto, ognuno ha i suoi riti che deve rispettare per trovare la carica, la fiducia ed entrare nel clima partita.

Il mio è andare presto, essere il primo, provare tiri di ogni tipo, stretching e mobilità di tutto il corpo. Nel mentre alzo lo sguardo e vedo le seggiole che pian piano si riempiono, prima l’inno, poi la palla si alza verso il cielo, è l’inizio della guerra.

#LittlesNation

LittlesNation sbarca su wordpress. 🚢

È l’inizio di questa avventura, più che altro un tentativo, mi metterò alla prova, metterò alla prova i miei seguaci su questa piattaforma così particolare, con forse poco potenziale, ma l’ideale per quello che voglio fare.

Porterò pensieri, sensazioni e poesie in un luogo finalmente adatto. Chi atterrerà sulla Littles Nation atterrerà su di un altro mondo. Sarò felice di ogni follower ed ogni like, se così si chiamano, perché la visibilità è poca e siamo lontani dagli occhi di chi solitamente mi segue. Sarà una missione. Una condivisione, un cambiamento che faremo insieme.

Vi chiedo di commentare di dirmi cosa ne pensate, saranno accettati feedback sia positivi che negativi ma, necessariamente costruttivi.

Inizia l’era #LittlesNation

https://littlesnation.wordpress.com

Blog su WordPress.com.

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