Chi è il mio peggior nemico?👎🏼👿❌

Cosa puo’ impedirmi di diventare la miglior versione di me, e perchè sono così in pochi quelli che alla fine ci riescono e perché così tanti quelli che concludono la vita pieni di rimpianti e pentimenti. Forse perché troppo spesso andiamo alla ricerca del colpevole e ci creiamo dei muri che in realtà non esistono. Siamo solo noi, con i nostri difetti, la nostra pigrizia e la nostra paura a renderci grigi.

Sono solo io l’unico nemico di me stesso e non il mondo che mi circonda. E’ dura non poter più convincermi che è colpa degli altri il mio destino. A nessuno è concesso decidere quando e dove nascere, quali caratteristiche fisiche avere, in quale situazione sociale ritrovarsi. Niente, né piangersi addosso, né lamentarsi e neppure l’essere invidiosi verso chi ha di più, potrà cambiare il punto di partenza. Da qui devo partire per dominare la mia vita. Capire questo è stato un buon passo, ma non sufficiente.

La pigrizia come dice mio padre è una delle armi più efficaci contro la realizzazione dei sogni, certe volte ci accontentiamo, certe volte ci rassegniamo. Ma è proprio quando la pigrizia incontra la paura che nascono le vite più mediocri. Non so in effetti quando riuscirò a vincere qualche battaglia contro me stesso, spero non troppo tardi.

Vorrei iniziare ora ma ho paura e sono pigro, non su tutto, su alcune cose. Vorrei affrontare il mondo come affronto il basket, senza paura con cuore, energia e ambizione. Certe volte invece mi siedo e guardo tutto da fuori, sicuro che vincerò senza però aver fatto accadere ancora niente. Certe volte penso di aver costruito in cemento armato i miei castelli in aria, ma nulla è più fragile di una struttura senza fondamenta. Sono nella fetta definita fortunata del mondo, ho tanti vantaggi dovuti al luogo di nascita sui quali costruire il mio futuro oltre ad avere una famiglia fantastica al mio fianco. Non ho tutto quello che vorrei, ma è proprio questo il punto.

Non posso pensare di giocare una partita con le carte che non ho.

Basterebbe rimboccarsi le maniche, costruirsi una zattera e attraversare, con coraggio, quel mare tra il dire ed il fare senza pensare alle conseguenze.

#LittlesNation

I intend to live forever or die trying

Voglio vivere per sempre o morire provandoci.

Groucho Marx

Rido alla faccia delle stelle che non vedo

Mi accendo al buio della stanza,

eccomi li, nudo, ballo mentre rido, rido così forte che quasi tutto mi scappa dalle mani.

la stanza è buia e la musica è forte, il battito mi pompa dentro il cuore.

E tutto diventa sentimento, la gioia questa sera prende il sopravvento.

Nessun rimpianto, nessuna colpa, solo strade da seguire, qualche consiglio al me codardo, e un rimprovero al me pigro, e si volta pagina continuando ad evolvere.

Mentre ballo lancio gli occhi fuori dalla finestra, le stelle mangiate dell’inquinamento le puoi solo immaginare, ed è bello anche così, tanto fanno solo notte. Io voglio la luce dell’ignoto, voglio l’energia del mondo non delle stelle.

Io solo in questo mondo a sua volta solo nell’universo.

Che tristi le richieste di aiuto dall’universo,

noi come cittadini del mondo dobbiamo lavorare per rimanere in piedi evitando di farci del male da soli lavorando sul rispetto e la salvaguardia delle regole universali,

io come abitante del mio stesso mondo devo essere a mia volta in grado di rimanere in piedi da solo, qualunque cosa accada lavorando su me stesso, sull’io interiore.

Ebbene si, mi ritrovo su un nuovo tassello di vita e mi sento un po’ a disagio, ma questo è anche il bello di uscire dalla confort zone, sto bene e rido, rido cosi’ forte che capisco di essere felice.

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Date un occhio anche agli altri scritti per esempio:

Agli Albori


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Foto di Marco Sali

Agli albori

Gattonavo innocente senza pormi domande,

un giorno, cercando di alzarmi, diressi lo sguardo dinanzi a me,

un germoglio colse la mia attenzione,

con la mano vacillante lo raccolsi, mi guardò, appassì.

#LittlesNation

#becomewhoyouare

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L’estate sulle spalle del sognatore.

La lunga estate è ormai alle spalle, il mare ha iniziato e finito le mie vacanze, nel mezzo tanta Varese e tante montagne.

A ventitré anni è proprio quest’ultima ad essere la metà ideale per l’estate.

Lassù, mentre le sfide portano riflessioni, i pensieri esplodono nella natura e la pace diventa follia nella testa sognante.

Con la musica delle ambizioni a scandire le mie giornate, con la gioia di vivere il presente ed essere parte del futuro mi accingo alle solite pagine bianche per rimanere in contatto con il me che verrà, per capire cosa ne sarà stato di quel giovane così sensibile ed ottimista.

E della sua penna blu che parlava con una pessima calligrafia ricorderò l’inchiostro stampato nel tempo immortale.

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Up to the great mountains.

Due giorni immerso nella flora incontaminata delle dolomiti tra laghi, cascate e boschi, sospeso su ponti tibetani, camminando nella natura selvaggia e scalando montagne.

Muniti di quattro macchine fotografiche e scorte di cibo, io e mio cugino, amante della fotografia, siamo partiti da Varese direzione Lago di Tovel, sulle dolomiti, tre ore e mezza di viaggio, giusto il tempo per esplorare con delle torce il luogo dove avremmo dormito per evitare brutte sorprese. Protetti dalla nostra macchina la notte è diventata subito alba, alle 5 la sveglia ha interrotto il silenzio che ci attorniava.

Dopo appena cento metri ecco il lago, nascosto da sempreverdi, venire pian piano colorato dall’albore del giorno. Il drone si alza in tutto il suo splendore e ci regala foto meravigliose.DJI_0025

Presto la mattina, risaliti in macchina, si parte verso dapprima il ponte tibetano sospeso sulla cascata Ragaiolo in Val di Rabbi, poi verso le cascate di Saent che imperiose si lanciano a valle con una tale portata e potenza da non sembrare vere, l’immagine di un cervo tramortito su un tronco ai piedi della colonna d’acqua ci destabilizza per qualche minuto

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Finite foto di rito, dopo essersi presi del meritato relax, abbiamo ripreso la macchina in direzione lago Ritorto, la stanchezza dovuta dalla verticalissima camminata si annulla di fronte a quello che ci troviamo di fronte, la catena montuosa del Brenta circondata da nuvole ci regala scatti davvero interessanti, il lago alle nostre spalle si fa bello per la fotocamera del drone. Fino al tramonto restiamo li poi scendendo la nebbia ci avvolge  totalmente inaspettata come un pitone, ci schiaccia così forte che l’ambiente diventa surreale e mistico.

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Passata la notte sempre in macchina ci dirigiamo verso l’ultima tappa: le cascate di Nardis e Lares che saranno la perfetta conclusione di una minivacanza che, pur senza aver incontrato orsi ci ha deliziato con stambecchi, cervi e marmotte.

Grazie a mio cugino ho acquisito alcuni segreti per fare foto e sicuramente aver dormito nella natura incontaminata sarà un esperienza che non dimenticherò mai.

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